Djamel

Condividi

Autore: Michel Bühler
Compositore: Michel Bühler
Album: Simple histoire
Anno di pubblicazione: 1978

Djamel è una canzone tratta dall’album Simple histoire del 1978. Lo stile di questo brano è in linea con quello adottato dall’autore in tutti i suoi pezzi: la musica è lineare ma incalzante e il testo è semplice ma accattivante. Si tratta del racconto della nuova vita di un immigrato in Europa, dai primi momenti successivi allo sbarco fino a qualche anno dopo. Quello che risalta è che ciò avviene sotto forma di analessi (o flashback): l’autore si rivolge in prima persona a Djamel e lo invita a ricordare tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare dal momento in cui è approdato in quella che i suoi parenti gli avevano descritto come la «terra promessa».
Bühler racconta alcuni abusi verbali e fisici subiti da Djamel in Francia, a cui lui non ha risposto con la violenza. Il cantante si rivolge al ragazzo immigrato come se fosse una persona a lui molto cara e sembra quasi riprenderlo in modo ironico e benevolo per il suo atteggiamento apparentemente ingenuo, che lo ha portato a non rispondere mai all’odio con altro odio.
Man mano che si procede con la lettura del testo, ci si rende conto come, dopo anni di permanenza in Europa e di integrazione nello stile di vita occidentale, Djamel sia ancora visto come «diverso». Un esempio è dato dal pregiudizio che lo porta ad avere molte più possibilità di essere fermato dalle forze dell’ordine per un controllo rispetto ad una persona bianca.
Nell’ultima strofa l’autore sottolinea come la Svizzera, a cui Bühler fa riferimento nel testo con le parole chez moi (casa mia), sia ancora meno inclusiva rispetto alla Francia e quindi confida a Djamel che per lui passare il confine tra Francia e Svizzera sarebbe un’impresa molto ardua.
Michel Bühler ha sempre dichiarato di avere a cuore il tema della migrazione e ha spesso raccontato come i suoi antenati nel XIX secolo abbiano deciso di emigrare dai versanti delle montagne svizzere, nei quali la povertà e la mancanza di lavoro dilagavano, per dirigersi in Normandia, al porto di Le Havre, e partire per mare alla volta dell’America. Ancora prima di oltrepassare il confine con la Francia hanno però deciso di rinunciare al viaggio e si sono stabiliti nelle vallate del Vaud attorno a Sainte-Croix, dove si sono insediati stabilmente. Il cantante ha così descritto le sue origini nomadi:

Bien sûr... parfois je me dis que si mes ancêtres avaient été plus aventureux, plus ambitieux, je serais peut-être devenu folk singer à San Francisco, ou roi du tango à Buenos Aires... Je plaisante! Mais je n'oublie jamais que je suis, comme tant d'autres, descendant de migrants.

Traduzione:
Certo... a volte penso che, se i miei antenati fossero stati più avventurosi, più ambiziosi, forse sarei diventato un cantante folk a San Francisco, o un re del tango a Buenos Aires... scherzo! Ma tengo sempre a mente che sono, come molti altri, discendente di migranti.



Originale

Traduzione

Djamel

Djamel

T'en souviens-tu, Djamel, quand tu as débarqué?
Les cousins t'avaient dit que c'était la terre promise.
On t'a pris tes papiers, on t'a déshabillé.
Tu as attendu des heures sans même une chemise.
Te souviens-tu, Djamel, des regards de mépris
Des autres voyageurs quand tu as pris le train?
Toi, tu voulais sourire et tu n'as pas compris
Que c'était le commencement d'un nouveau quotidien.

Ti ricordi, Djamel, quando sei sbarcato?
I cugini ti avevano detto che era la terra promessa.
Ti hanno preso i documenti, ti hanno spogliato.
Hai aspettato per ore senza neanche una camicia.
Ti ricordi, Djamel, gli sguardi di disprezzo
Degli altri viaggiatori quando hai preso il treno?
Tu avevi voglia di sorridere e non hai capito
Che era l’inizio di una nuova quotidianità.

Te souviens-tu, Djamel, du patron de bistro
Qui t'a refusé une bière, un soir, rue des Abbesses.
Comme tu ne te fâchais pas, que tu demandais de l'eau,
L'a fait sortir son chien de sous le tiroir-caisse.
Te souviens-tu, Djamel, du soir où tu t'es fait
Casser bêtement la gueule par une bande de tondus?
Il y a des beaux quartiers qu'il vaut mieux éviter
Quand on n'est pas comme ceux qui possèdent les rues.

Ti ricordi, Djamel, il proprietario del bistrot
Che ti ha negato una birra, quella sera, in rue des Abbesses.
Non ti sei arrabbiato, hai chiesto un po’ d’acqua,
E lui allora ha fatto uscire il cane da sotto la cassa.
Ti ricordi, Djamel, quella sera che ti sei fatto
Spaccare la faccia come uno sciocco da quei farabutti?
Ci sono alcuni quartieri che è meglio evitare
Se non sei uno di quelli che controllano le strade.

Te souviens-tu, Djamel, des boulots des débuts:
Balayeur, éboueur, manœuvre sur les chantiers
Et la gamelle froide et la chambre exigüe?
Te voilà installé mais tout n'a pas changé.
Maintenant, tu sais, Djamel, quand tu passes au péage
D'une autoroute, que tu vas te faire arrêter.
Les flics, c'est bien connu, respectent les usages:
L'usage veut qu'on contrôle plutôt les gens bronzés.

Ti ricordi, Djamel, i tuoi primi lavoretti:
Spazzino, netturbino, operaio nei cantieri
E il rancio freddo e la stanza angusta?
Ecco, ti sei sistemato ma nulla è cambiato.
E adesso lo sai, Djamel, che quando passi il casello
Dell’autostrada, ti fermeranno al posto di blocco.
Gli sbirri, lo sanno tutti, rispettano le tradizioni:
La tradizione vuole che si controllino più le persone abbronzate.

Et tu verrais, Djamel, si tu venais chez moi,
Le temps qu'il te faudrait pour passer la frontière
Avec tes cheveux longs, ton accent de là-bas.
Faut dire que tu n'as pas l'allure d'un homme d'affaires.
On pourrait continuer, Djamel, t'en souviens-tu?
Les sarcasmes des filles, la haine des parents.
Ce que je voulais dire, c'est simplement salut
A toi et à tous ceux que l'on dit différents.

E vedresti, Djamel, se venissi a casa mia,
Quanto tempo ti ci vorrebbe per passare la frontiera
Con i tuoi capelli lunghi, il tuo accento di laggiù.
C’è da dire che non hai l’aspetto di un uomo d’affari.
E potrei continuare ancora, Djamel, ti ricordi?
Il sarcasmo delle ragazze, l’odio dei genitori.
In realtà volevo semplicemente dire ciao
A te e a tutti quelli considerati diversi.

Ce que je voulais dire, c'est simplement salut
A toi et à tous ceux que l'on dit différents.

In realtà volevo semplicemente dire ciao
A te e a tutti quelli considerati diversi.