Où aller où?
Autore: Doumbia Moussa Fakoly, Jean-luc Remy, Cherfi Magyd
Compositore: Doumbia Moussa Fakoly
Album: L’Africain
Anno di pubblicazione: 2007
Jamais je ne pousserai les jeunes à quitter l'Afrique. C'est pour ça que dans l'album, je leur raconte
la traversée de l'océan qu'il faut entreprendre pour rejoindre l'Europe. Je leur décris aussi les
conditions dans lesquelles vivent nos compatriotes, qui sont déjà dans cet eldorado. Mon devoir,
c'est de les faire réfléchir plusieurs fois avant de partir. Mais ils doivent avoir le droit de partir!
Non spingerò mai i giovani ad andarsene dall’Africa. È per questo che nell’album mi rivolgo a loro raccontando la traversata dell’oceano da intraprendere per giungere in Europa. Descrivo anche le condizioni in cui vivono i nostri compatrioti che sono già in questo El Dorado. Il mio dovere è quello di farli riflettere a lungo prima di partire. Ma devono avere il diritto di partire!
Il ne s’agit pas d’ouvrir la porte pour que tout le monde vienne. L’Afrique a besoin de ses fils
pour la construire, la faire avancer, mais je parle de cette injustice qui consiste à bloquer la porte.
Aujourd’hui, un Occidental peut décider d’aller à Bamako dès demain. Il file à l’ambassade, il
demande le visa, et le lendemain il est dans l’avion. Pour nous, en tant qu’Africain, cela est
impossible et je trouve que ce n’est pas juste.
Il mio obiettivo non è spronare tutti i ragazzi africani a partire per l’Europa. L’Africa ha bisogno dei suoi figli per alzarsi e fare progressi, quello di cui parlo è l’ingiustizia nel bloccare le porte.
Oggi, un occidentale può decidere di partire per Bamako, in Mali, il giorno dopo. Si fionda all’ambasciata, richiede il visto, e l’indomani è sull’aereo. Per noi africani tutto ciò è impossibile e trovo che non sia affatto giusto.
L’ultimo brano della trilogia, Africain à Paris, è un adattamento della canzone di Sting Englishman in New York. È scritta sotto forma di lettera da parte di un figlio immigrato a Parigi a sua madre in Africa e si concentra sulla vita del migrante in Europa, che si rivela più travagliata e infelice del previsto. Il re del reggae ivoriano ha così spiegato il significato del brano:
Et une fois arrivés [...] ils réalisent que ce n’est pas le paradis. Ils dorment à cinq ou six dans des
chambres, ils sont traités comme des esclaves, maintenus au stade de sans-papiers pour pouvoir
être exploités parce que c’est une main d’œuvre dont l’Europe a besoin. Pour moi, c’est important
de ne pas mentir à cette jeunesse africaine, mais c’est aussi important de l’aider à réclamer ses
droits.
Una volta arrivati [...] realizzano che non è il paradiso. Dormono in cinque o sei nella stessa stanza, sono trattati come schiavi, lasciati in una condizione di clandestinità in modo da essere sfruttati come mano d’opera, di cui l’Europa ha bisogno. Da parte mia, è importante non mentire ai giovani africani, ma è altrettanto importante aiutarli a rivendicare i loro diritti.
Originale
Traduzione
Où aller où?
Dove andare, dove?
Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller
Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare
J'ai vendu mon bateau
Ici, il n'y a plus de poisson
Et j'ai vendu mon âme
Il n'y avait plus d'espoir
J'ai vendu ma femme,
Mon amour, mes enfants
Pour ne pas mourir à mon tour
Ho venduto la mia barca
Qua, non c’è più pesce
E ho venduto l’anima
Non c’era più speranza
Ho venduto mia moglie,
Il mio amore, i miei figli
Per non morire a mia volta
Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller
Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare
J'ai dormi sans étoiles
Ici, le ciel est noir
Et j'ai volé du pain
La terre était trop sèche
C'est du sang qu'elle boit
Et nos bras qu'elle mange
C'est la faute à qui si je suis hors-la-loi
Ho dormito senza stelle,
Qua il cielo è buio
E ho rubato il pane
La terra era troppo secca
Beve solo sangue
E mangia solo le nostre braccia
Di chi è la colpa se sono un fuorilegge?
Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller
Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare
Et puis je suis parti
Sans guide, sans boussole
Et les cris de ma mère
Par-dessus mon épaule
J'ai pris mon élan
Une fois et dix fois
Sauté par-dessus les grilles comme papa
E poi me ne sono andato
Senza guida, senza bussola
E le urla di mia madre
Sulla mia spalla
Ho preso la rincorsa
Una volta e dieci volte
Ho saltato le recinzioni come mio papà
Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller
Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare
Prends garde disent-il
La mer est une tombe
Elle ne te donnera pas son bras
Si tu tombes
J'ai pris les vagues
Au milieu de la mer qui brille
Mais elles ont fait tomber toute ma famille
«Fa’ attenzione» mi dicono
Il mare è una tomba
Non ti porgerà la mano
Se cadrai
Ho affrontato le onde
In mezzo al mare che luccica
Ma si sono portate via tutta la mia famiglia
Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller
Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare
Puis, je ne me souviens plus
J'ai été réveillé
Par une voix sèche
Qui m'a dit tes papiers
Et puis je me souviens
Que dans cet ouragan
On m'a tendu la main
Mais elle portait des gants
Poi non mi ricordo più
Mi ha risvegliato
Una voce decisa
Che mi detto: «i tuoi documenti»
E poi mi ricordo
Che in quell’uragano
Qualcuno mi ha teso la mano
Ma indossava i guanti
Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller
Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare
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