Où aller où?

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Autore: Doumbia Moussa Fakoly, Jean-luc Remy, Cherfi Magyd
Compositore: Doumbia Moussa Fakoly
Album: L’Africain
Anno di pubblicazione: 2007

La canzone Où aller où? di Tiken Jah Fakoly, soprannominato il Bob Marley africano, tratta, in maniera molto semplice e diretta, il tema della migrazione clandestina in una delle sue fasi più critiche e pericolose, quella della traversata per mare. Se nella canzone dello stesso autore analizzata precedentemente, Où veux-tu que j’aille?, la domanda espressa dal titolo era rivolta ad un ipotetico cittadino europeo che cerca di sbarazzarsi dei migranti, in questo caso bisogna fare un salto indietro nel calvario del clandestino e tornare nel suo paese natio, dove pensa tra sé e sé in preda alla disperazione: «Dove andare? Non so dove andare».
Ci sono poche allusioni o mezzi termini; il testo racconta apertamente la storia di un migrante africano costretto a vendere tutto quello che possiede per partire per l’Europa, puntando sulla misera speranza che gli dà la forza di affrontare il viaggio e che si affievolisce sempre di più una volta intrapreso il cammino.
Questo brano è il secondo di una trilogia di canzoni, tutte contenute nell’album L’Africain, in cui il cantante si rivolge ai cittadini africani per informarli delle difficoltà che si trovano ad affrontare coloro che decidono di partire. In un’intervista del 2007 Fakoly ha così raccontato l’intento dell’album:

Jamais je ne pousserai les jeunes à quitter l'Afrique. C'est pour ça que dans l'album, je leur raconte la traversée de l'océan qu'il faut entreprendre pour rejoindre l'Europe. Je leur décris aussi les conditions dans lesquelles vivent nos compatriotes, qui sont déjà dans cet eldorado. Mon devoir, c'est de les faire réfléchir plusieurs fois avant de partir. Mais ils doivent avoir le droit de partir!

Traduzione:
Non spingerò mai i giovani ad andarsene dall’Africa. È per questo che nell’album mi rivolgo a loro raccontando la traversata dell’oceano da intraprendere per giungere in Europa. Descrivo anche le condizioni in cui vivono i nostri compatrioti che sono già in questo El Dorado. Il mio dovere è quello di farli riflettere a lungo prima di partire. Ma devono avere il diritto di partire!

Nel primo brano della trilogia, Ouvrez les frontières, cantato in duo con il rapper marsigliese Soprano, fa un appello diretto all’apertura delle frontiere europee. A tal proposito ha dichiarato:

Il ne s’agit pas d’ouvrir la porte pour que tout le monde vienne. L’Afrique a besoin de ses fils pour la construire, la faire avancer, mais je parle de cette injustice qui consiste à bloquer la porte.
Aujourd’hui, un Occidental peut décider d’aller à Bamako dès demain. Il file à l’ambassade, il demande le visa, et le lendemain il est dans l’avion. Pour nous, en tant qu’Africain, cela est impossible et je trouve que ce n’est pas juste.

Traduzione:
Il mio obiettivo non è spronare tutti i ragazzi africani a partire per l’Europa. L’Africa ha bisogno dei suoi figli per alzarsi e fare progressi, quello di cui parlo è l’ingiustizia nel bloccare le porte.
Oggi, un occidentale può decidere di partire per Bamako, in Mali, il giorno dopo. Si fionda all’ambasciata, richiede il visto, e l’indomani è sull’aereo. Per noi africani tutto ciò è impossibile e trovo che non sia affatto giusto.

Nella seconda canzone viene evocata la sofferenza e la miseria sperimentate dai migranti che attraversano i deserti e l’oceano. Una strofa della canzone si sofferma sul deserto, descrivendolo come una regione in cui la terra secca riceve come nutrimento solo il sangue e le ossa delle persone che vi camminano senza riuscire ad oltrepassarlo.
L’ultimo brano della trilogia, Africain à Paris, è un adattamento della canzone di Sting Englishman in New York. È scritta sotto forma di lettera da parte di un figlio immigrato a Parigi a sua madre in Africa e si concentra sulla vita del migrante in Europa, che si rivela più travagliata e infelice del previsto. Il re del reggae ivoriano ha così spiegato il significato del brano:

Et une fois arrivés [...] ils réalisent que ce n’est pas le paradis. Ils dorment à cinq ou six dans des chambres, ils sont traités comme des esclaves, maintenus au stade de sans-papiers pour pouvoir être exploités parce que c’est une main d’œuvre dont l’Europe a besoin. Pour moi, c’est important de ne pas mentir à cette jeunesse africaine, mais c’est aussi important de l’aider à réclamer ses droits.

Traduzione:
Una volta arrivati [...] realizzano che non è il paradiso. Dormono in cinque o sei nella stessa stanza, sono trattati come schiavi, lasciati in una condizione di clandestinità in modo da essere sfruttati come mano d’opera, di cui l’Europa ha bisogno. Da parte mia, è importante non mentire ai giovani africani, ma è altrettanto importante aiutarli a rivendicare i loro diritti.



Originale

Traduzione

Où aller où?

Dove andare, dove?

Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller

Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare

J'ai vendu mon bateau
Ici, il n'y a plus de poisson
Et j'ai vendu mon âme
Il n'y avait plus d'espoir
J'ai vendu ma femme,
Mon amour, mes enfants
Pour ne pas mourir à mon tour

Ho venduto la mia barca
Qua, non c’è più pesce
E ho venduto l’anima
Non c’era più speranza
Ho venduto mia moglie,
Il mio amore, i miei figli
Per non morire a mia volta

Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller

Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare

J'ai dormi sans étoiles
Ici, le ciel est noir
Et j'ai volé du pain
La terre était trop sèche
C'est du sang qu'elle boit
Et nos bras qu'elle mange
C'est la faute à qui si je suis hors-la-loi

Ho dormito senza stelle,
Qua il cielo è buio
E ho rubato il pane
La terra era troppo secca
Beve solo sangue
E mangia solo le nostre braccia
Di chi è la colpa se sono un fuorilegge?

Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller

Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare

Et puis je suis parti
Sans guide, sans boussole
Et les cris de ma mère
Par-dessus mon épaule
J'ai pris mon élan
Une fois et dix fois
Sauté par-dessus les grilles comme papa

E poi me ne sono andato
Senza guida, senza bussola
E le urla di mia madre
Sulla mia spalla
Ho preso la rincorsa
Una volta e dieci volte
Ho saltato le recinzioni come mio papà

Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller

Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare

Prends garde disent-il
La mer est une tombe
Elle ne te donnera pas son bras
Si tu tombes
J'ai pris les vagues
Au milieu de la mer qui brille
Mais elles ont fait tomber toute ma famille

«Fa’ attenzione» mi dicono
Il mare è una tomba
Non ti porgerà la mano
Se cadrai
Ho affrontato le onde
In mezzo al mare che luccica
Ma si sono portate via tutta la mia famiglia

Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller

Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare

Puis, je ne me souviens plus
J'ai été réveillé
Par une voix sèche
Qui m'a dit tes papiers
Et puis je me souviens
Que dans cet ouragan
On m'a tendu la main
Mais elle portait des gants

Poi non mi ricordo più
Mi ha risvegliato
Una voce decisa
Che mi detto: «i tuoi documenti»
E poi mi ricordo
Che in quell’uragano
Qualcuno mi ha teso la mano
Ma indossava i guanti

Où aller où? Où aller
Où aller où? Je ne sais pas où aller

Dove andare, dove? Dove andare?
Dove andare, dove? Non so dove andare